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mercoledì 18 aprile 2012


da Notizie di Prato


Cinesi e illegalità, Querci contro Ambra Giorgi: “Un assessore non può giustificare il mancato rispetto delle regole”

18 Aprile 2012 C Categoria: EconomiaVita in provincia
foto 1 controlli sequestri aziende cinesi
«Un assessore non può giustificare in nessun modo il mancato rispetto delle regole». Il capogruppo Udc in Provincia Francesco Querci attacca il vicepresidente e assessore al Lavoro Ambra Giorgi a causa di alcuni commenti rilasciati in occasione dell’entrata di 50 aziende in Cna (vedi videonews). «L’assessore – dice Querci – avrebbe detto, da come si ricava dalla stampa, che le maggior parte delle infrazioni da parte delle aziende cinesi sono riconducibili quasi sempre alla non conoscenza della lingua italiana. Pur vedendo con favore l’entrata di aziende cinesi in Cna, non possiamo riscontrare nelle parole dell’assessore Giorgi l’ennesimo errore di impostazione della sinistra, nella gestione del fenomeno della presenza cinese a Prato. Un assessore non può pubblicamente giustificare in alcun modo la mancanza del rispetto delle regole pur potendo indicare gli strumenti idonei affinchè le aziende cinesi non commettano “errori” al momento dell’avvio di una attività in Italia».
«Inoltre – chiude Querci – dovrà spiegare le fonti che hanno portato l’assessore da dichiarare che “quasi sempre” le aziende cinesi commettono le violazioni per insufficienza di comprendere il dettato normativo del paese e della città che le ospita».

lunedì 12 marzo 2012

NUOVO STADIO - PROPOSTA UDC (video)



"E se invece di un nuovo stadio si pensasse a ristrutturare il Lungobisenzio? La proposta è stata avanzata ieri sera dai vertici provinciali dell’Udc che hanno organizzato un incontro a palazzo Banci Buonamici per parlare della questione stadio e più in generale delle opportunità offerte dal piano strutturale. L’idea è quella di una totale riorganizzazione interna della struttura di via Firenze, che riguardi sia la capienza che il posizionamento delle tribune (il cui collaudo andrà rinnovato fra due anni). Una serie di azioni che hanno un obiettivo di fondo: fare passare i tifosi ospiti dal lato ferrovia, casomai creando un collegamento diretto con la stazione centrale, ed evitare che si crei lo sbarramento totale di via Firenze che di fatto la domenica divide in due la città.
Alla serata ha preso parte anche il sindaco Cenni, oltre agli assessori Caverni, Gianni Cenni e Grazzini. Il primo cittadino ha ricordato che la previsione del piano strutturale di un nuovo stadio non significa in automatico che il Prato abbandonerà il Lungobisenzio, mentre l’assessore Grazzini ha parlato di cifre: “per un nuovo stadio serve un milione di euro ogni 1000 posti”.
Intanto questa mattina sono iniziati i lavori di verniciatura con sostanze ignifughe delle assi in legno del settore ospiti del Lungobisenzio. In questo modo almeno sei delle quindici file della tribuna potrebbero essere pronte per ospitare i tifosi del Sud Tirol e garantire l’agibilità del Lungobisenzio"

Non esclusa ed una cittadella con palazzetto dello sport e piscina olimpica separata in zona macrolotto.
HANNO PARTECIPATO AL DIBATTITO:
ARCH. PAOLETTI, ING. PAPI, INGEGNER BERTINI, ARCH. PIANTINI,  SIN. CENNI, ASS. CENNI. ASS. GUAZZINI, SEGR UDC BAMBAGIONI, CONS. UDC QUERCI, CONS UDC LONGO, ALLENATORE ACPRATO ESPOSITO.

giovedì 23 febbraio 2012

Viabilità al Poggio


 CON LA “BRETELLA” SANT’ANGELO – CASTELNUOVO 
E IL FUTURO DI POGGIO A CAIANO
Abbiamo, volutamente, atteso che si placassero le polemiche, come al solito poco costruttive, circa la questione sollevata dal Partito Democratico di Poggio a Caiano in ordine all’impatto che la “bretella” S. Angelo - Castelnuovo avrà sull’assetto del traffico a Poggio a Caiano.
Intendiamo, infatti, offrire una nostra analisi dettagliata ed un contributo ad un dibattito serio, non riducibile ai consueti e noiosi “botta e risposta” sui giornali, che verte su un tema che incide pesantemente sul futuro del nostro Comune.
Il problema della viabilità è stato al centro della politica poggese per due decenni almeno. All’indomani delle elezioni del 1993, allorchè la Giunta Cambi ripristinò il doppio senso di marcia sulla “statale” sorse un comitato che, per lungo tempo, osteggiò questa decisione. Con la giunta Gelli, dopo che i dati sull’inquinamento atmosferico erano divenuti in effetti molto preoccupanti, fu varato l’assetto viario che, con qualche modifica, resiste ancora oggi. Nel frattempo altri Comitati sorsero e le questioni sull’inquinamento da traffico veicolare di Poggio a Caiano giunsero, per merito dell’allora Cdu, partito del quale l’UDC poggese è emanazione diretta, fino al Ministero, al Parlamento, all’Anas.
I consiglieri di “Progetto per Poggio” e il Cdu lottarono a lungo per ottenere la chiusura del tratto poggese della SR 66 ai mezzi pesanti, ricevendo dalla sinistra, che anche allora amministrava il Comune, un secco rifiuto. Infatti, il Sindaco Gelli riteneva la soluzione impercorribile sia dal punto di vista legale (anche se, su questo aspetto, proprio il Cdu produsse numerose sentenze che riconoscevano la facoltà del Sindaco di limitare il traffico anche su strade non di competenza comunale) sia, maggiormente, dal punto di vista di opportunità politica, dato che la cosa avrebbe avuto impatti sui comuni limitrofi.
Prendiamo, dunque, atto che il PD ha abbandonato, speriamo definitivamente, l’antica posizione che considerava qualsiasi intervento limitativo sulla SR 66 come un vero e proprio tabù. Meglio tardi che mai.
Segnaliamo, ora, gli aspetti problematici che il nostro partito, l’UDC, rileva come importanti per l’azione amministrativa sul traffico a Poggio.
1)      Noi non siamo stati mai tra quelli che pensano che la “bretella” possa risolvere il congestionamento del nodo di Poggio. Anche associata all’ormai operativo collegamento della tangenziale Sud alla SR 66 a Bocca di Stella, la “bretella” lascia intatto il flusso “Firenze – Pistoia”. Quindi, occorrerà, prima di prendere qualsiasi iniziativa, porre in essere uno studio, come già si fece in passato, che possa stabilire se il traffico a Poggio vari o meno con la “bretella”, così come di dovranno valutare le variazioni, auspicabilmente in diminuzione, degli agenti inquinanti in atmosfera. Noi ci auguriamo di sbagliare e che la “bretella” sia davvero la panacea di tutti i mali.


2)      Gli interventi da fare potrebbero essere due: l’interdizione al traffico pesante, essendovi comunque un “anello” viario alternativo che realizza di fatto una circonvallazione del paese, più la pedonalizzazione più o meno estesa dell’area del “centro commerciale naturale”. Ora, però, tutto questo sarà attuabile solo se si riscontrerà una reale e consistente diminuzione di traffico e di inquinamento, correndosi, altrimenti, il rischio di penalizzare in maniera troppo gravosa altre zone del paese e in una certa misura, anche le attività commerciali del territorio.


3)      La pedonalizzazione del centro, di cui da tempo si parla, necessita di due precondizioni: la prima è la creazione di strutture a supporto, parcheggi in primis, la seconda è totalmente politica, ovvero l’irrevocabile impegno per rendere Poggio definitivamente e realmente una località a vocazione turistica.


4)      Se davvero crediamo che Poggio, con la Villa e con i suoi personaggi illustri, abbia tutte le caratteristiche, anche per posizione geografica ed ambientale, per uno sfruttamento vero delle sue potenzialità turistiche, se crediamo questo la politica deve sciogliere nodi e assumere iniziative coraggiose ed onerose.


5)      Se Poggio vuol essere località turistica, e godere del relativo ritorno economico, deve comportarsi come tale. Quindi non può esistere deserto d’Agosto, quando le comitive escono dalla Villa e non trovano un bar aperto se non nei circoli ricreativi. A tal scopo potrebbero contribuire le liberalizzazioni che il Governo Centrale intende approntare, fenomeno del quale va ancora considerato il reale impatto. Va valutato inoltre se l’offerta ricettiva sia sufficiente, se non si debba trovare il modo di agevolare, per esempio, l’apertura di agriturismi. Si deve decidere cosa fare davvero delle Scuderie, valorizzando il molto che le varie amministrazioni hanno messo in cantiere.


6)      Bisogna sfruttare, analizzandole, le grandi opportunità che possono scaturire dal “Parco della Piana”. Bisogna capire se una località turistica considera ancora compatibile ed ineluttabile la presenza del “mostro” della stazione di trasformazione ex “Enel”,  ora Terna.


7)      E’ necessario trovare, con azione politica da esperire su larga scala da tutti i partiti e in tutte le sedi, il modo di sottrarre la Villa al degrado in cui versa.
In conclusione, se si vuol pedonalizzare il centro, da questa scelta si dipartono tante opzioni, che abbiamo elencato, per un’efficace politica di lungo periodo. Non si tratterebbe, dunque, di una decisione fine a se stessa e autoconclusiva. O, almeno, potrebbe anche esserlo ma sarebbe un peccato. Ci si prospetta l’occasione di ridisegnare il futuro del paese, di rimettere in circolo quella voglia di crescere che da troppo tempo è sopita e languente.
L’Udc si aspetta che a questa modesta analisi consegua, nella maggioranza, non la solita risposta di circostanza, magari polemica, ma attenzione e disponibilità al dialogo.
Crediamo che le scelte che si faranno dovranno essere oggetto di un ampio confronto tra le forze politiche, le categorie economiche, le associazioni, i cittadini.
Se l’Amministrazione avrà la volontà di condividere un progetto ambizioso, l’Udc, ma crediamo anche l’intera opposizione, non si tirerà indietro e sarà pronta a condividere responsabilità oltre ogni steccato.
In questo senso abbiamo ritenuto di offrire questo contributo a tutte le componenti della politica poggese.
Massimo Conti Coordinatore Udc Poggio a Caiano


Cristiano Maria Ciani Vicesegretario Provinciale Udc Prato

giovedì 16 febbraio 2012

Registro delle Associazioni sui Territori


Dalla Regione

Valorizzare le associazioni e le manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica che caratterizzano la nostra terra per dare riconoscimento a quelle centinaia di realtà che rappresentano il tessuto vivo del patrimonio toscano. Questo l’obiettivo della nuova legge regionale, approvata all’unanimità dall’aula nel recente Consiglio regionale.

La nuova normativa prevede l’istituzione di un apposito albo regionale delle associazioni attive sui territori e anche l’istituzione di un Comitato regionale per la valorizzazione delle associazioni iscritte.


LEGGE REGIONALE N. 5/2012

UDC: NO al piano interprovinciale dei rifiuti

In Provincia di Prato, l'UDC vota contro il piano interprovinciale dei rifiuti PERCHÉ il Piano non guarda al futuro. non si sgancia dalle vecchie logiche di smaltimento, senza aggiungere in modo concreto un sistema impiantistico che guardi al futuro ed al bene del milione e mezzo dei cittadini che vivono il territorio. Progetti ( protocollo energia e rifiuti) esistono ma sono limitati alla generalita' dei consumatori senza una progettualità riguardante il riciclo ecc.. per la filiera delle imprese. Sappiamo che le risorse verrano spese per l implementazione di impianti di incenerimento e per la realizzazioni di discariche, a danno di altre politiche che haime' diventano con quella contrastante. Il mio giudizio e' essenzialmente politico, di indirizzo e di scelta di politiche che oramai risultano obsolete. Qualcosa si fara', si arrangera', ma sara' persa un'altra occasione di ammodernamento del Paese e di lavoro, anche per la piccola e media impresa, coniugandole con le esigenze di tutela di salute. La discussione e' in parte sopita dall'allontanamento dell'inceneritore dal Calice, ma questa piccola vittoria territoriale non significa che la scelta interprovinciale sia giusta per le generazioni a venire. Francesco Querci Capogruppo udc